Prima di essere massacrata dal “suo” uomo, una donna, in genere, viene maltrattata, picchiata, violentata.

Prima di diventare uno spietato killer della camorra, della mafia, della ‘Ndrangheta, un giovane ha già accettato di vivere da fuorilegge.

Prima di alzare le mani si alza la voce. Si offende. Si calunnia.

rima di abortire un essere umano, un proprio figlio, bello, innocente, una coppia già l’aveva messo in conto.

Al male occorre rispondere no!

Al male, in tutte le sue forme, occorre rispondere “no”. Con convinzione. Con determinazione.
Occorre bloccarlo quando è ancora in fasce, il male. Quando emette i primi vagiti. Quando inizia a balbettare.

Al male non bisogna dare confidenza. Mai. Opporsi, quando hai preso a frequentarlo, diventa sempre più difficile.

I fetidi abissi del male

La scala che porta verso i fetidi abissi degli orrori a un certo punto non ha più gradini. Diventa liscia. Ripida. Scivolosa. Senza corrimano. Senza appigli. Quando si comincia a rotolare, per fermarsi occorre avere grande forza e altrettanta volontà.

Chi non ha bestemmiato mai, morirebbe dal dolore se dovesse farlo una sola volta. Chi lo ha fatto sempre, nemmeno se ne accorge più.

Addolora ammetterlo ma tutto può diventare “normale”. Anche la guerra più assurda. Le mine antiuomo camuffate da “paperino” per ingannare i piccoli. Il commercio delle armi. Della droga. Degli organi. Degli esseri umani.

Insegniamo ai bambini a scandalizzarsi del male

A tutto ci si abitua. L’ uomo è fatto così. Insegniamo ai bambini a desiderare il bene. Solo il bene. Sempre il bene. Per tutti. A scandalizzarsi del male. A prenderlo a calci appena si affaccia alla porta della sua vita.

I cristiani sanno di avere nella retta ragione, nello Spirito Santo, nella preghiera, nell’Eucarestia un validissimo aiuto per sconfiggere il male e desiderare, amare, fare il bene.
Dio vi benedica.

Padre Maurizio Patriciello