Gigi era un ragazzo intelligente, fiero, orgoglioso.

Diceva di non aver bisogno di niente e di nessuno. Non permetteva ai genitori di mettere il naso nelle sue cose. Lasciò gli studi contro il parere di suo padre.

“ La vita è mia … e faccio solo ciò che voglio” rispose a sua mamma quando lo implorò di iscriversi all’ università. Incontrò Rossella e se ne innamorò. Terribilmente. Perdutamente. Le telefonava mille volte al giorno. Senza di lei la vita gli sembrava senza senso. Vuota. Con lei era disposto ad affrontare le battaglie della vita più aspre e faticose. Rossella era parte di lui ma diversa da lui. Rossella non era lui. Gigi con lei imparò a essere umile. Ad abbassare i toni. A chiedere scusa. A dire “ grazie”. A rispettare la parola data. Anche Rossella gli voleva bene.

Un giorno incontrò una sua vecchia fiamma. Costui prese a corteggiarla come faceva un tempo. Rossella comprese di amarlo ancora. Lo disse a Gigi. Poco dopo lo lasciò.

Gigi non si dava pace. Cadde in depressione. Perse la fiducia in se stesso e negli altri. Avvertiva un senso di vuoto profondissimo. Di inutilità. Cominciò a bere. Poi andò oltre… Capì che nessun uomo al mondo può bastare a se stesso. Che per godere il calore di un abbraccio occorre che ci sia qualcuno da abbracciare. Che di solitudine si muore. Che l’ altro è indispensabile.

Auguri, Gigi. Vivi la tua vita.

Non sprecarla. Non gettarla alle ortiche. Non lasciarti ingannare da chi non ti vuole bene. E ricorda che si vive una volta sola. La rivincita non ci viene data. E indietro non si torna.

Padre Maurizio Patriciello