Figura affascinante, strana, incompresa, quella del prete. Amata e bistrattata, cercata e rinnegata. Almeno nella nostra cara, vecchia, Europa.

Chi è il sacerdote? Che cos’è la vocazione? Non me lo chiedete, non vi saprei rispondere con esattezza, nemmeno oggi, 30 anni dopo. Posso solo balbettare. La realtà ha superato di gran lunga la più fervida fantasia. All’inizio senti una voce, un sussurro che accompagna le tue giornate, rende insonni le tue notti, ti fa pensoso quando gli altri ridono, ti lascia sereno quando gli altri si agitano. La senti, ma non sai interpretarla. E preghi, chiedi aiuti, cerchi di capire.

Il cammino è faticoso e tu tendi di sottrarti. Ci sono giorni in cui arrivi a “invidiare” chi si prende la vita come viene, chi si accontenta di azzannare l’attimo fuggente, chi si getta a capofitto sui pochi piaceri della carne. Cerchi di essere “normale” ma non funziona. Troppo poco. Ti ritrovi sempre dalla parte dei perdenti. Lentamente la voce si fa più chiara. Ed è proprio rivolta a te, anche se gli altri erano migliori di te; più buoni e generosi, più attenti e intelligenti. Lui, il Signore, ti fissa e tu non reggi. Solo gli innamorati possono capire. Allora vai. Attratto dal Mistero, vai.

Dove? Tu stesso non lo sai. Ti fidi, ti affidi.

Gesù, le sue parole, il suo sguardo, la sua vita, la sua morte, t’ inseguono, ti affascinano. Troppo belli ma terribilmente brevi sono gli anni dell’uomo sulla terra. Sprecarli non vuoi, non puoi, non devi. Ti appaiono come un recipiente vuoto. Sta a te decidere se riepirli di polvere di stelle, di farina di grano o di sabbia del deserto. E dopo? Quel “dopo” che tanti volentieri accantonano, come un antipatico ingombro, t’ insegue, ti raggiunge, ti stende, pretende spiegazioni. In modo confuso senti che amare è l’unica cosa per cui vale la pena vivere e morire. Amare l’Amore per meglio amare te stesso e gli altri. Ti arrendi. 29 aprile 1989, sacerdote di Cristo. A servizio della Chiesa, dei tuoi amici, della tua comunità, dell’intera umanità.

Tutto t’ interessa, niente di ciò che riguarda tuo fratello, l’uomo, ti è indifferente. Prete. Dio si sottomette a te. Quando lo chiami sull’Altare non può non obbedirti. Quando perdoni il peccatore è costretto a perdonarlo. Ci credo. L’ inferno è orripilante, stomachevole, l’ho visto tante volte. Ti svuota, ti distrugge, ti annienta. Georges Bernanos aveva ragione: « L’inferno è non amare più». E’ approfittare delle debolezze altrui per scalare gli effemiri gradini della vita. E’ correre senza aspettare chi alle tue spalle arranca, cade, è ferito, muore. È bistrattare, violentare, stuprare i piccoli, i deboli, gli indefesi. Chi ha conosciuto la pienezza dell’ Amore, indietro non vuole più tornare.

Perché a me, Signore? Vai. Strade inesplorate ti si aprono davanti.

Volti sconosciuti ti diverranno cari. Senti che ognuno ti appartiene e tu appartieni a tutti. Tutti hanno il diritto di abbeverarsi alla tua fonte. Non sei più tuo. L’Uomo della croce ti ha sedotto. Si cammina. Di vocazione in vocazione. Viene il momento in cui il Re si fa più esigente. Vuole tutto. Ha messo da parte il vestito della Pasqua e ti si presenta insanguinato e triste. C’è ancora chi gli schiaffeggia il volto, gli tira la barba, lo spoglia della tunica. Chi lo sbeffeggia, gli sputa addosso, lo inchioda in croce. Tu cerchi di fermarli: perché, fratelli? Perché? Con quale coraggio? E qualcuno se la prende anche con te. Anche tu vieni picchiato e sbeffeggiato. Deriso e oltraggiato. Che onore! Lui, l’Uomo della croce, ti guarda con struggente affetto. Porta sulle spalle il mondo. Ti chiede un sorso d’acqua.

Ti fa cenno di prendere sulle tue spalle il legno. Per un minuto, un minuto solo, il tempo di tirare un respiro di sollievo. E tu, liberamente, accetti. La croce è dolce e dolorosa. Dolorosamente dolce. Dolcemente dolorosa. Adesso anche tu sei ferito. Il tuo sangue si confonde con il suo. E capisci che la croce è il volto vero dell’amore. Solo chi è dispoto a portarla, ama veramente. Ancora una volta ti ritrovi a dire “ si”. Una vocazione nuova? Una forza irresistibile ti attrae. Tutto intorno si fa piccolo. Tutto perde d’ interesse. Unico desiderio: fonderti con Lui. Sei pronto a tutto. Anche a essere vituperato, umiliato, oltraggiato, calunniato. A morire, se Lui lo chiede.

mportante è Lui, Gesù Cristo, l’ Indispensabile. Non più parole. Opere. Preghiera. Silenzio. Immolazione. Contemplazione.

Con Cristo, per Cristo e in Cristo.

Ti inabissi in Dio per meglio continuare a servire l’uomo.

Padre Maurizio Patriciello.