Festa dei santi. Messa della sera affollata e partecipata. La santità ci affascina. Chiudo la chiesa con il desiderio di essere meno indegno della compagnia dei santi.

A casa mi attende la mia “parrocchia online”. Accendo il computer e la gioia si trasforma, ancora una volta, in rabbia, sconcerto, senso di impotenza. Di fronte al carcere di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, sta bruciando l’ennesimo sito di stoccaggio di rifiuti. Siamo a un tiro di schioppo da Marcianise, la cittadina dove, solo pochi giorni fa, bruciò quello che speravamo fosse l’ultimo maxirogo. Il web impazzisce. La notizia nel giro di poche ore ha raggiunto e preoccupato tutti. La gente chiede l’intervento del ministro. Poco dopo, Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, pubblica un comunicato. “Siamo sotto attacco” dice. Questo era ed è evidente. Siamo sotto attacco, non da oggi, ma da anni.

L’abbraccio mortale tra camorra, industria disonesta e politica incapace e corrotta non è mai cessato, ha solo cambiato veste. Mi faccio voce della gente, metto da parte il legittimo pudore che me lo impedirebbe e grido al governo in carica:« Fate presto, abbiamo paura». Oggi più che mai. Abbiamo paura che tra qualche giorno potrebbero bruciare i sei milioni di tonnellate di rifiuti che in modo dissennato furono ammassati nelle campagne di “Taverna del re” a Giugliano o altri siti dislocati altrove. Oggi più che mai è chiaro che il “popolo sovrano” è schiavo di un sistema che lo soffoca. Lo smaltimento dei rifiuti industriali – vero problema – non è stato mai affrontato seriamente. “Questi criminali incendiano per costringerci a una nuova emergenza … vogliono inginocchiare lo Stato” continua il ministro. E la paura aumenta. Che “questi criminali” osino pensare di poter metter in ginocchio lo Stato ci spaventa. E se lo dice il ministro vuol dire che il nemico è veramente forte e ci vuole morti. Un nemico che, per bramosia di denaro, ha smarrito la propria umanità. I soldi. Sono sempre loro a comandare a queste anime smarrite. Gli accecano gli occhi, gli turano gli orecchi, gli oscurano la mente. Gli stritolano il cuore. Siamo sotto attacco, cioè siamo in guerra.

Ma ogni guerra va combattuta con le armi adeguate se si vuole conseguire la vittoria. E le armi dispiegate fino ad oggi in questa guerra sono state poche, vecchie, insufficienti. In questo clima è facile smarrire la speranza. E questo non deve accadere. In questi anni i volontari hanno dovuto ingoiare bocconi amari come il fumo che respiravano. Sono stati accusati di fare allarmismo, di denigrare la propria terra. Hanno dovuto sorbirsi l’enorme bufala che la “terra dei fuochi” fosse una bufala. Magari lo fosse stata, meglio aver preso un abbaglio in buona fede, che stare qui ancora a scrivere di siti di stoccaggio che vanno in fumo uno dopo l’ altro. Fino ad oggi questa guerra è stata sottovalutata dalle autorità costituite a beneficio dei criminali della “munnezza”. Mafia, camorra, ndrangheta, industriali disonesti, fin dall’inizio, hanno capito che la “munnezza è oro”. Fregandose altamente di chi di “munnezza” moriva.

È vero, siamo sotto attacco, ministro. Su questo siamo stati d’accordo fin da quando abbiamo collaborato gomito a gomito, lei da Generale della forestale, io da povero prete di periferia. Le cose sono cambiate. Oggi lei non deve fare più la fila per essere ricevuto nelle sale del potere. Questa tragedia deve finire, ad ogni costo deve finire. Questo popolo martoriato, offeso e umiliato, deve ritornare a vivere. Scrivo nel giorno dei morti, sono appena tornato dal cimitero. Ho pregato sulle tombe di parenti, amici, conoscenti. A impressionare di più è la loro giovane età scolpita sulle lapidi. La maggior parte di loro morti per cancro. Ministro Costa, bisogna fare presto e correre a presidiare gli altri siti sensibili per evitare che brucino nei giorni che verranno. Ormai lo abbiamo capito, questa gente non ha paura di niente e di nessuno. Ha smarrito anche il senso della vergogna. E quando la capacità di arrossire il volto svanisce inizia la discesa dell’uomo verso la brutalità. “Tutto il governo deve essere presente in Terra dei Fuochi, e tutto il governo sarà presente. Non siete soli” promette Costa.

Allora venga, ministro. Venga presto con i suoi colleghi di governo per affrontare seriamente questo scempio vergognoso e disumano. La nostra parrocchia è a disposizione per ospitare l’incontro.

Padre Maurizio Patriciello.